Sono contro la militarizzazione dei territori, ma quando su 70 km di costa si concentrano 1 milione e più di persone provenienti da più parti d’Italia, motivati solo dalla vacanza e dal divertimento, e allora il problema si pone. E si pone in quanto i paesini invasi da questa massa di turisti restano con il solito personale del periodo invernale. Come si può controllare un territorio così vasto con tutta questa gente che circola in continuazione dalla mattina alla notte inoltrata ? certamente non militarizzando ma mettendo in atto misure di decrescita territoriale che limiti gli arrivi e gli stazionamenti turistici. Come ? Intanto facendo una politica diversa sugli affitti, imponendo di fittare le case con posti letto stabiliti ed a persona e non mensilmente. Poi controllando tutte le abitabilità e gli allacci fognari. Puntare su una diversificazione dell’offerta nei mesi di giugno, luglio e settembre. Insomma finirla con la logica che in nome del turismo tutto si debba accettare. Perché in nome del turismo, oggi, ognuno si sente autorizzato a fare qualsiasi cosa. I commercianti tengono aperte le proprie attività fino a notte inoltrata, i bar e i ristoranti, i pub e le discoteche sparano musica ad alta volume , i gestori degli stabilimenti balneari si allargano come possono erodendo spiagge libere, auto spurgo e camper circolano liberamente ovunque scaricando quando è possibile farlo, in fiumi e zone periferiche, i depuratori saltano nella notte e le montagne giusto per non farci mancare niente bruciano in continuazione. 5000 incendi per tutta la Calabria, boschi interi, pinete secolari, pini loricati sono finiti in fumo. Ma il problema che si è posto sin dall’inizio della stagione turistica è stata la schiumetta, le bolle verdi, il mare inquinato dalle alghe, lo scarico abusivo. Il problema è solo questo, il nostro turismo risponde solo a questa esigenza primaria: il mare. Poi attorno può succedere di tutto, ma il mare se è pulito, almeno a livelli di trasparenza va bene, se si vede qualcosa di scuro allora tutto cade. Non parliamo poi della radioattività esistente nelle profondità attorno alle navi dei veleni, va bè quella non si vede , basta che si vedano le pietre dei fondali e tutto funziona. E’ questo che il turista vuole e cerca, ed è inutile spiegargli queste cose che sembrano giustificazioni per difendere il proprio paesello. La massa cerca il divertimento e questo è quello che tutte le amministrazione gli danno. L’arrivo della farfallina di Belen non fa altro che rispondere a questo tipo di turismo. Dal punto di vista mediatico sono soldi ben spesi. Vi immaginate spendere 30 mila euro per il più grande intellettuale esistente, un Grossman, un Umberto Eco se fosse vivo, Stephen Hawking, Chomsky ? Direbbero la stessa cosa ? Direbbero il contrario. Tanti soldi per avere una piazza vuota. Immaginate a Diamante una piazza con una lezione sui destini del mondo fatta da Chomsky ? ve ne regalo 100 di persone a fronte delle migliaia che accorreranno per vedere la farfallina. E sì perché qui abbiamo il turista che porta i soldi ai morti di fame che vivono nel tirreno.

Con coraggio lo ha scritto il sindaco di Santa Maria del cedro Ugo Vetere. Dalla sua pagina facebook il sindaco ha lanciato un sasso grande quanto una casa. Scrive:  “Questa è la spiaggia libera a Santa Maria del cedro…. Ed è tanta….ho dimenticato…. la PULIAMO NOI….. nonostante tanta inciviltà…. e visto che ci siamo….. per i soliti….. NUJ vinimm vi purtamm j sold….. solita comunicazione….. SANTA MARIA DEL CEDRO….. è lieta di ospitarvi…….non vi permettiamo di offendere ed andare oltre….. NOI siamo storia, cultura…..i miei concittadini sono uomini e donne laboriose…… NON SFAMATE NESSUNO…. vi diamo quanto voi non avete e non avrete mai…….AGGIUNGO…. non lasciate ombrelloni aperti a mare…. saranno ” requisiti”…. e posizionate i rifiuti nei dovuti contenitori e agli orari previsti” …. se lo fanno i residenti lo fate anche voi…..altrimenti vi lascio la spazzatura nei condomini…. e villaggi….se non vi va di rispettare le regole….. non venite…..”.

Il post del sindaco ha avuto 2000 “mi piace” e oltre 300 condivisioni. Naturalmente non sono mancate critiche contro queste parole, che invece da cittadini calabresi, abitanti di queste zone da sempre, aspettavamo da decenni. Finalmente un sindaco, che dice le cose come stanno e non si sente “vittima” del turista, lamentoso, intollerante verso la nostra cultura, spocchioso e soprattutto incivile  e ignorante verso i nostri beni comuni. Il sindaco si è rivolto proprio a quel target di turista, in prevalenza campano, dalle nostre parti, che si lamenta di tutto e di tutti e che soprattutto si comporta in modo incivile, così come fa nei paesi di provenienza, come se tutto questo bene che noi calabresi mettiamo a disposizione sia di proprietà loro. Perché secondo questo target di turista, loro portano i soldi qui. Noi , per loro, senza di loro,  saremmo morti di fame, saremmo dei briganti, dei cannibali, dei delinquenti e chissà cos’altro circola nel loro immaginario.

La loro ignoranza li porta a lamentarsi di tutto, anche se il tempo è nuvoloso o se il mare è agitato. Non parliamo poi quando arriva qualche schiumetta nei pressi del loro ombrellone. A voglia di spiegare che è proprio la loro massiccia presenza a rendere inquinato il mare. I depuratori sono sottodimensionati e non possono smaltire tutto il liquame anche se funzionano a pieno ritmo. Ma al turista basta questo, e subito scatta qualche foto per sentirsi assolto da responsabilità. Io chiedo allora a questo turista lamentoso che si ostina a ritornare ogni anno nello stesso posto:

Caro turista lamentoso e ignorante che vieni qui con il tuo Android e scatti foto, di bottiglie abbandonate sulla spiaggia, di schiume nel mare, di alghe che galleggiano, per postarle subito su Facebook, lo fai per dimostrare cosa ?

Che tu sei bravo e noi no ? che tu hai coraggio civico e noi no ? che qui siamo incivili mentre il posto da dove tu provieni , non lo è ( immagino che veniate  dalla Val d’Aosta, il Trentino, la Val di Susa, Vienna….)  ? Cosa vuoi comunicarci con la tua foto ? Io penso che tu voglia dimostrare solo la tua superiorità. Molti di voi turisti provengono, lo sappiamo da luoghi dove la criminalità comanda tutto. E conosciamo paesi dove all’ingresso dello stesso ci sono discariche vere e proprie. Immagino che farai queste foto anche nel tuo paese, e ci faresti un grande favore se ce le mostrassi, per permettere anche a noi un “mi piace”, una faccina triste, un “vergogna” contro il tuo sindaco.

Ora se tu pensi che qui non si faccia nulla, ti vogliamo informare che da decenni esistono persone coraggiose che d’inverno oltre ai loro lavori svolgono l’attività di ambientalisti, e che denunciano, coraggiosamente, (questi si, perché a te non ti conosce nessuno, mentre a questi cittadini li conoscono , ci conoscono) le minacce all’ambiente.

Noi non lo facciamo per farti fare il bagno in santa pace, ma lo facciamo perché teniamo ai nostri luoghi, li amiamo, li rispettiamo, perché ci piace la bellezza dei luoghi in quanto c’è la nostra storia, la nostra tradizione, il nostro passato. Ecco perché le tue foto ci infastidiscono, perché mostrano un momento dell’anno del nostro luogo, e quel momento è ripreso solo perché ci sei tu. Dopo di che quel luogo non ti interessa più, non ti appartiene , anche se ci possiedi la seconda o terza casa.

Ora vogliamo farvi una piccola guida alle nostre problematiche e condurvi alle vere e reali responsabilità. Una guida che non nasce dall’oggi al domani ma da anni di esperienza sul territorio. Anni vissuti con tanti altri cittadini della costa tirrenica che va da Tortora ad Amantea. Cominciamo con le responsabilità dei sindaci e delle istituzioni che sono le maggiori.

Alimentano i campanilismi invece di consorziarsi su servizi come la raccolta differenziata, i depuratori, il controllo sulle abitazioni e sulle trasformazioni abusive di garage e vecchi magazzini; non chiedono finanziamenti per ridimensionare la portata dei depuratori alle presenze estive; le capitanerie di porto non controllano i pescherecci e la pesca; i sindaci hanno dimenticato l’importanza del “Parco marino della Riviera dei cedri” , contro la Regione Calabria che lo ha volutamente depotenziato, annullandolo di fatto; i sindaci, le Asl, non fanno nulla per limitare il baccano notturno; nessuno pensa alla eccessiva circolazione delle auto nei paesi, la diminuizione progressiva di spiagge libere; nessun controllo sulle acque pubbliche con sprechi enormi per innaffiare giardini privati mentre potrebbero essere ripristinati gli antichi tracciati che dai fiumi portavano acqua nei terreni coltivati; nessuna ricerca di nuove falde acquifere per sganciarsi dalla trappola della Sorical e rendere l’acqua gratuita per tutti. Se non esiste controllo sul territorio è chiaro che ognuno fa i comodi propri.

Se la mattina presto alle 4 una paranza fa strascico sotto riva per la fragaglia che tanto ci piace avere a tavola, le loro reti non solo catturano i pesci ma smuovono anche tutti i fondali oltre che a tagliare la Posidonia. Smuovere i fondali vuol dire smuovere i sedimenti che vi si depositano quali detersivi, melme varie, fanghi e via dicendo che arrivando a galla vengono prese dalle correnti e spostate da nord a sud del tirreno. A questo punto non si salva nessun comune. La trovi a Praia a mare, come a Diamante come a Tropea. E il sindaco di quel paese può essere il più ecologista di tutto il pianeta ma non potrà farci niente. Molto potrebbero fare invece le Capitanerie di porto. Oltre che controllare i lidi  , potrebbero circolare la mattina presto e vedere chi si muove dai porti di Maratea, Cetraro e soprattutto quelli che si muovono dai porti della Campania per scendere fin qui sul tirreno a pescare. Il Parco marino della Riviera dei cedri servirebbe anche a questo. M al  turista lamentoso è inutile spiegargli tutto questo. Com’è inutile far capire loro che ci sono ancora in alcuni comuni della costa tirrenica, interi villaggi turistici senza allaccio fognario. Cioè le loro stesse case non hanno allaccio fognario e loro ben lo sanno , alimentando la circolazione di autospurgo. Sanno cosa è successo negli anni passati all’impianto di san sago a Tortora ? L’impianto venne chiuso per lo sversamento di 4000 tonnellate di percolato nel mare. Sanno i turisti che grazie all’azione di un solitario sindaco di Tortora e di alcuni ambientalisti, minacciati con lettere anonime, l’impianto venne chiuso e poi riaperto grazie a concessioni regionali e assoluzioni presso i tribunali di Paola e Cosenza ?  Non vi piace venire qui ? allora, restate nei vostri luoghi d’origine, e lasciateci in pace. Provvederemo da soli a vedere come campare, state tranquilli. Su questo noi calabresi non ci siamo mai persi d’animo e siamo sopravvissuti per migliaia di anni, perché se non lo sapete noi siamo la civiltà greca e proveniamo da quella civiltà che ha dato lezioni su tutto, al mondo intero. Non ci perderemmo quindi per una schiumetta delle 11 !


Commenti



I commenti sono chiusi

Nome

Email

Sito web

Speak your mind

Codice di sicurezza: