Parto il 3 agosto ,con la mia compagna Francesca, per Riace da Diamante. Lasciamo un Tirreno oramai senza controllo , luogo divenuto non luogo dopo le speculazioni edili degli anni 80 e dove un’economia fervida che dava lavoro a migliaia di persone è stata distrutta. Al posto di secolari cedriere file distese di cemento, villaggi abitati per soli venti giorni, alberghi che danno lavoro per soli trenta giorni a personale sottopagato e non professionale, centinaia di chioschi e stabilimenti balneari che hanno devastato una delle più belle distese di dune di sabbia ricca di canneti , gigli di mare e piante dall’alto valore botanico, prezzi che balzano alle stelle ed una sola filiera di mangiatoia spenna-turisti che parte da Tortora e finisce a Paola. Una mangiatoia fatta di migliaia di ristoranti dove si servono fritture di pesce pescato abusivamente dalle paranze da strascico che distruggono ogni anno centinaia di piante di Posidonia, una sola scia maleodorante di  fritturate si riversa sui lungomari avvolgendo migliaia di turisti che come zombi perpetuano il rito della vacanze percorrendoli  avanti ed indietro dal pomeriggio fino a notte inoltrata. Il loro posto , sulla sera tardi, viene preso da migliaia di giovani che hanno solo voglia di sballarsi con ogni tipo di droga legale ed illegale, e che invadono chiassosamente i centri storici occupando ogni metro di terra, di gradino, di piazza, di marciapiedi, certi di godere della protezione dello status del “turista-che-porta- soldi. La mattina eccoli a plotoni riversarsi sulle spiagge. Tutti a prendere d’assalto la poca spiaggia rimasta libera grazie ad una legge regionale che da la possibilità ai comuni di poter fare del proprio bene comune ciò che si vuole, che tradotto vuol dire concedere ad ogni stabilimento balneare e albergo da 80 a 120 metri di spiaggia. Il poco che resta sembra un accampamento di profughi appena giunti dalla Siria. Ogni gruppo familiare porta con se una dispensa intera come se vi dovesse restare una settimana intera, molti di loro lasciano immondizia ovunque ai bordi delle aree di parcheggio, altri la gettano direttamente in mare, pochissimi la portano con se a casa propria. Un carnaio vero e proprio che è sfuggito al controllo di quasi tutti i comuni. Non c’è personale  sufficiente per poter controllare questa enorme striscia di concentrazione umana e quindi ecco immondizia ovunque, scarichi abusivi lungo i fiumi, motoscafi che soggiornano davanti le isole di Dino e Cirella come se fosse il proprio condominio, strisce di benzina che accompagnano le correnti nel loro naturale viaggio mentre le loro àncore strappano piante di Posidonia  diminuendo  sempre di più l’apporto di ossigeno proprio di questa pianta. Molti villaggi sono senza allaccio fognario e devono usufruire degli auto spurgo che fanno da spola in continuazione su una strada variante che oramai non riesce a contenere il traffico di auto che sin dalla mattina si forma. Scaricano tutti a San Sago questi auto spurgo ? Così i tanti campeggi  che accolgono i camperisti ? Non lo sapremo mai. Fatto sta che alle naturali escrezioni provenienti dal mare che sembrano inquinanti ma che sono naturali, si aggiungono elementi di varia natura provenienti da qualche depuratore mal funzionante, o da scarichi diretti nei quattro fiumi che compongono la striscia di terra da Tortora a Paola ( il Noce, il Lao, l’Abatemarco, il Corvino).  Una striscia di terra di soli  70 chilometri abitata in inverno da circa 125 mila persone, si trasforma in un enorme pollaio abitato da oltre 1 milione e mezzo di turisti. E’ da questa bolgia umana che scappiamo in direzione Riace.

Inaugurazione centro medico

Da giovedì 3 agosto  a domenica 6 agosto si svolge il “Riace in festival”, una rassegna culturale composta da film, documentari, presentazioni di libri, teatro. Il festival è organizzato dal comune di Riace, dalla Rete dei comuni solidali, dall’ass.Città futura, dall’ass. per gli Studi giuridici sull’immigrazione e dalla Rete del caffè sospeso. Decine di giovani di Libera giunti qui per un campo scuola provvedono alla mensa per tutti ed alle esigenze organizzative. Tutto è a base volontaria. L’associazione Città futura provvede a dare accoglienza nelle tante case che il sindaco Mimmo Lucano ha requisito, o ricevuto in donazione da immigrati che dal 1950 non hanno fatto più ritorno nel  proprio paese d’origine. L’atmosfera che si respira è quella del villaggio globale e solidale. Un paese di circa 2000 anime riesce ad inglobare fino a 600 immigrati, ai quali viene data  una casa, la possibilità di vivere dignitosamente l’attesa dello status di rifugiato, l’assistenza medica. E proprio per rispondere a questa drammatica esigenza sanitaria che domenica si è inaugurato il Centro medico per immigrati e riacesi. Il comune ha messo a disposizione  i locali, molti medici della locride macchinari medici in loro possesso e soprattutto la propria disponibilità gratuita . Chiaramente nonostante i comunicati fatti all’Ansa nei giorni precedenti nessuna Tv nazionale era presente per documentare la festa che immigrati, volontari, il sindaco ed  i medici, oltre che ai cittadini riacesi, hanno fatto davanti la sede municipale. Al termine della inaugurazione ecco la benedizione del luogo che il 2 luglio un manipolo di razzisti  ha inscenato contro la politica dell’immigrazione che fa da anni il comune .

Il sindaco era a Buenos Aires per un premio datogli per questa politica, molti antifascisti erano impegnati in altre manifestazioni, e i vigliacchi hanno pensato bene di approfittare di queste assenze per inscenare la loro macabra, fetida e oscena presenza. Dopo un’orazione ecco il vino rosso versato dal sindaco sul luogo calpestato. I giorni a Riace passano con una lentezza meridionale. Ci si alza la mattina presto con l’aria fresca, si fa colazione con granite e cornetti del forno, poi si va sulla spiaggia. Una spiaggia totalmente libera, senza stabilimenti se non qualche chioschetto nascosto fra gli eucalipti che fanno da ombra nei pressi della enorme spiaggia. C’è tanta gente anche qui, ma la spiaggia è così grande che ognuno può permettersi il lusso da mettersi a distanza di dieci metri dall’altro ombrellone. Ci si conosce tutti e la sera gli ombrelloni e le sedie si possono lasciare tranquillamente sulla spiaggia. Il mare è pulitissimo e così rimane per l’intera giornata .

Presentazione del libro Sud e ribellione

La sera si ritorna a Riace per le tante iniziative programmate per il festival. Si incontrano belle persone qui, ci si saluta, ci si siede ad un bar con una granita di bergamotto . C’è Chiara Sasso organizzatrice dell’evento proveniente dalla Val di Susa e dalle tante lotte in corso, Tiziana Barillà eccellente nostra giornalista reggina che sta per pubblicare con la Fandango un libro su Mimmo del quale  non voglio anticiparvi il titolo ( uscirà il 29 agosto in tutte le librerie d’Italia e invito tutti ad acquistare e leggere) , Peppino Mazzotta, Vincenzo Caricari, Giovanni Maiolo, Peppe Voltarelli, tanti altri ancora con i quali si parla di tutto, del futuro , di cosa fare per fermare il razzismo. Tutto è contaminato dalla presenza dei “nivuri”, delle loro donne, dei tanti bambini sempre sorridenti. Mimmo Lucano, il non-sindaco come lo definisco io, sta lì in mezzo a noi come se fosse uno di passaggio. Gli piace ascoltare storie, esperienze degli altri. Non vuole personalizzare l’esperienza di Riace e si infastidisce se durante un convegno si comincia a lodarlo. Lui vorrebbe stare nell’ombra , una specie di Garambombo  l’invisibile, eroe delle pampas peruviane, del quale tutti parlano e che nessuno vede, o vorrebbe che tutti indossassero un passamontagna come il sub comandante Marcos per non farsi identificare. Ma la Calabria non è il Chiapas, e la gente vuole persone nelle quali identificarsi, riporre una speranza, puntare su un futuro possibile, fuori dalle logiche clientelari e di partito. Mimmo sta fuori da tutto questo e abbraccia tutti indistintamente, meno chi specula sugli immigrati, siano essi scafisti che gente dello stato. Odia i controlli sugli immigrati, odia le commissioni di controllo, le poliziotte inviate dagli Sprar per controllarlo come se fosse un qualsiasi commerciante che gestisce un’impresa. Lo urla arrabbiato durante la presentazione del mio ultimo libro “Sud e ribellione” nella mediateca del Comune. Gli immigrati non sono numeri.

Hanno attraversato deserti lasciando una scia di cadaveri, le donne vengono violentate ripetutamente da soldati e illegali, molti muoiono nell’attraversare il mediterraneo , molti bambini finiscono nei circuiti del traffico di organi e dei pedofili. Se arrivi in Italia, in Europa, sei salvo, basta questo per Mimmo per avere il diritto di vivere dignitosamente così come viviamo noi oggi e lo dimostra giorno dopo giorno. Una donna nigeriana con quattro figli di cui uno disabile , racconta Mimmo, qualche settimana fa , dopo essere fuggita da un Cie dove non riceveva alcuna assistenza, si presenta nella sede dell’associazione nel  Palazzo Pinnarò , butta la sua poca roba a terra e dice “ sono qui aiutatemi”. Mimmo non chiede documenti, né niente, gli da una casa, fa mangiare subito i suoi figli, gli da assistenza medica. Che avrebbe dovuto fare ? E’ una di noi, respira la stessa nostra aria, ha gli stessi diritti nostri. Se non credete ai miei racconti , allora recatevi voi stessi a Riace e ve ne renderete conto.

Ma non c’è solo Riace. Domenica facciamo visita ad un paese vicino, Camini. Un paesino di una bellezza unica, con un centro storico completamente rinnovato e dove si pratica l’accoglienza grazie all’impegno di un gruppo di giovani volontari. Questi giovani con l’amore che contraddistingue chi lotta per gli altri, hanno ricostruito abitazioni abbandonate, creato un forno, una scuola con ludoteca. Un’esperienza che ricalca quella di Riace e che dimostra come sia possibile creare con pochi mezzi e tanta volontà una politica dell’accoglienza diversa da quella degli avvoltoi che speculano sulla fame, sulla miseria di tanti nostri fratelli e sorelle.  Lunedì mattina, dopo il grande concerto di Peppe Voltarelli della sera prima,  ritorniamo a Diamante. Tutto è come lo abbiamo lasciato, Riace diventa subito un sogno lontano, un’utopia. Mimmo il personaggio di letteratura . Dobbiamo subito ritornarci.


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