Il 1° aprile ( ma forse è uno scherzo) si svolgerà a Praia a mare, sponsor l’amministrazione comunale un convegno dal titolo: Lo sviluppo del territorio e l’Isola di Dino. Ad aprire i lavori il sindaco Antonio Praticò, in piena campagna elettorale per essere riconfermato. A seguire nomi altisonanti  quali,  l’arch. Ernesto Lupinacci esperto di pianificazione urbanistica,  Tullio Romita prof. di Sociologia del Turismo dell’Università della Calabria, Alfio Cariola  prof. Ordinario di Economia e gestione delle imprese, dell’Università della Calabria, Franco Rossi prof. ordinario dell’Università della Calabria e assessore regionale al governo del territorio, e conclusioni di Carlo Brumat già consulente del Pentagono esperto internazionale di sviluppo economico e finanziario. Tutti grandi nomi riuniti nell’Hotel Borgo di Fiuzzi, costruito semi abusivamente proprio davanti l’ isola di Dino in piena area sic. Ecco dove sta l’ossimoro. Parlare di turismo e sviluppo su un’area protetta e segnalata più volte come area inedificabile. Conoscono questi professori la storia di questo luogo e dell’Hotel ? Eccola qui, giusto per informarli su dove andranno a parlare e chiedere loro qualche ripensamento, lasciando solo il sindaco Praticò davanti al “suo” albergo.

Cominciamo dal 2009.

Nel dossier della Legambiente “Tutti giù per terra”  ( Viaggio nel paese degli ecomostri e del cemento selvaggio ) redatto il 22 maggio del 2009 l’ecomostro di Fiuzzi, in quel di Praia a Mare risulta fra le speculazioni più devastanti in tutta la Calabria.

Così è scritto nel rapporto : “ A rimettere in moto i cantieri dell’ecomostro di Fiuzzi ci ha pensato alla fine del 2007 la sentenza del giudice di Scalea. Condanne irrisorie per Giovanni Argirò , allora capo ufficio tecnico, e Antonio Praticò, ex sindaco di Praia a Mare , (sei mesi di interdizione dai pubblici uffici, pagamento delle spese processuali, sei mesi di reclusione e 200 euro di ammenda per turbativa d’asta) e assoluzione per Emilio Polillo, responsabile unico della Mediterranea Spa “.

l'ecomostro in costruzione

Nel dossier ci si rammaricava del fatto che nonostante l’albergo fosse nato in uno dei posti più belli della Calabria, su un terreno pubblico e demaniale, i lavori fossero andati  avanti. A distanza di 8 anni, da quel 2009 oggi l’albergo è bello e terminato e pienamente funzionante. L’albergo si sviluppa su ben 52mila metri cubi di terreno e su un’area SIC giusto di fronte all’isola di Dino. L’albergo , che ha dovuto , dopo vari accertamenti da parte della Procura di Paola, demolire molte parti dell’edificio costruite abusivamente, è classificato come  un hotel a cinque stelle con 700 posti letto, piscina, sala conferenze e tutti i comfort, per un valore stimato di 25 milioni di euro. Nell’estate del 2001 il Comune di Praia a Mare indice una conferenza di servizi per l’acquisizione di tutti i pareri e nulla osta e dare il via libera definitivo alla costruzione dell’albergo . Un passaggio delicato nel corso del quale si verificano alcuni episodi poco chiari. Nella seduta del 30 luglio 2001 la Regione Calabria presenta alcune osservazioni al progetto. Una delle osservazioni però non si trova nel verbale del provvedimento conclusivo della conferenza di servizi redatto l’8 agosto. Intanto la sovrintendenza di Cosenza dà il via libera alla costruzione della struttura senza tenere conto del vincolo paesaggistico vigente sull’area stabilito dal decreto ministeriale del 16 febbraio 1970.  A questo punto ottenuti i pareri i lavori partono a pieno ritmo e senza rispettare la progettazione. I piani diventano 4 e si arriva a 14 metri di altezza. Gli ambientalisti organizzano manifestazioni dentro Praia a mare con alla testa l’on. Paolo Cento dei verdi che presenta un interrogazione parlamentare chiedendo il fermo della costruzione e l’abbattimento delle opere abusive.  Iniziano i fermi giudiziari. La Procura di Paola si muove e vuole vederci chiaro, aprendo un inchiesta .

Il primo stop ai lavori arrivò  con un provvedimento di sequestro disposto nel maggio del 2006 dalla Procura di Paolai, a seguito di indagini per appurare la regolarità degli atti che avevano consentito l’avvio dei lavori del complesso turistico in riva al mare. Secondo l’accusa sia nel bando di gara che nell’avviso di bando non viene mai indicata né l’estensione del terreno né la località Fiuzzi dove era previsto che venissero eseguiti i lavori.  Ma, cosa più importante, tra bando di gara e avviso di bando ci sarebbe una differenza sostanziale di condizioni di partecipazione che avrebbe di fatto impedito ad altre società di presentare richiesta, perché non in possesso dei requisiti indicati esplicitamente solo nel bando, favorendo di fatto la Mediterranea Srl, risultata poi unica partecipante alla gara. In seguito arrivò la richiesta di rinvio a giudizio per  Antonio Praticò (all’epoca dei fatti sindaco e  presidente del consiglio comunale di Praia a Mare nonchè consigliere provinciale del PD), Antonio Argirò, geometra responsabile dell’Ufficio tecnico di Praia, Raffaele Bilotta, segretario comunale, Rosa Grisolia, presidente della commissione giudicatrice della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori di realizzazione del mega complesso alberghiero davanti all’isola di Dino, Emilio Polillo, amministratore della Mediterranea Srl, la società che si è aggiudicata la gara. Per tutti gli indagati le accuse andavano dalla turbativa d’asta all’ abuso d’ufficio, dalla falsità ideologica aggravata alla corruzione, al deturpamento di bellezze naturali e all’intervento abusivo su un bene di interesse ambientale. Poi al processo la condanna da parte del giudice monocratico del Tribunale di Scalea, Giovanni Spinosa: Sei mesi di reclusione, sei mesi di interdizione dai pubblici uffici e duecento euro di multa per Antonio Praticò e per il responsabile dell’Ufficio Tecnico Giovanni Argirò, entrambi accusati di turbativa aggravata della libertà degli incanti, riguardante la realizzazione della struttura alberghiera in località Fiuzzi a Praia a Mare denominata “Ecomostro”. Venne assolto invece  Emilio Polillo, amministratore unico della Mediterranea Srl, impresa costruttrice della struttura alberghiera, il quale era accusato di aver effettuato un intervento abusivo su un bene di interesse ambientale e di importanza comunitaria senza aver chiesto la valutazione di impatto ambientale. Sulla mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale, secondo il Giudice Giovanni Spinosa, non vi sarebbe una sanzione penale.

L'ecomostro dall'alto nell'area Sic davanti l'Isola di Dino

Il Pubblico Ministero aveva chiesto quattro anni di reclusione e duemila euro di multa per Antonio Praticò e Giovanni Argirò, mentre un anno e mezzo di carcere, cinquanta mila euro di ammenda e l’abbattimento dell’Ecomostro, era stato chiesto per Emilio Polillo.

Nelle richieste dell’accusa si legge che Antonio Praticò e Giovanni Argirò, «avrebbero in concorso fra loro, con artifizi e collusioni, allontanato gli offerenti e turbato la gara relativa alla cessione del diritto di superficie ed alla progettazione costruzione e gestione del complesso alberghiero su un’area del patrimonio del comune di Praia a Mare». In particolare, «Giovanni Argirò e Antonio Praticò, avrebbero favorito la società Mediterranea s.r.l. per la cessazione del diritto di superficie e la progettazione, costruzione e gestione del complesso alberghiero per 99 anni». Antonio Praticò, secondo l’accusa, avrebbe adottato la delibera e il geometra Giovanni Argirò, predisposto la proposta di delibera con bando di gara ed estratto avviso, approvando i successivi atti di gara con apposita determina, «procurando intenzionalmente alla società Mediterranea s.r.l. un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante entità, consistente nella vincita della gara per la progettazione costruzione e gestione del grande complesso alberghiero, di fronte all’isola di Dino, su una vasta area che sarebbe rimasta di proprietà comunale, dietro il compenso di un milione di vecchie lire l’anno».  A costituirsi parte civile furono la Legambiente, rappresentata dall’avvocato Rodolfo Ambrosio,  i Verdi Ambiente e Società (Vas) ed il Wwf.

Ma il colpo di scena avvenne quando nel dicembre del 2005 anche la Regione Calabria si costituì parte civile. Nel comunicato stampa, l’assessore regionale al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, così scrive :  “Appresi dagli organi di stampa – ha affermato l’assessore Tripodi – dati e fatti sconcertanti, oltre che inquietanti sotto l’aspetto penale, e di grande nocumento all’immagine della politica urbanistica calabrese e all’integrità del territorio, è interesse della Regione attivare ogni opportuno ed efficace intervento istituzionale, nonché ogni altro tipo di iniziativa volta alla tutela della buona immagine della comunità calabrese e al perseguimento dell’interesse generale che il caso richiede”. “È ferma intenzione dell’assessorato – ha aggiunto Tripodi – perseguire tutte le vie più opportune per combattere tali fenomeni di degrado e di devastazione ambientale e territoriale e per contrastare eventuali illegalità che si possano rilevare nell’azione delle istituzioni. A tal proposito, ho affidato al dipartimento Urbanistica il compito di procedere agli accertamenti tecnico-urbanistici sullo stato attuale dei luoghi”. 

Ma a distanza di 6 anni, nel 2011 il ribaltamento di tale presa di posizione da parte della Giunta Scopelliti. E cioè il finanziamento della stessa Regione Calabria allo stesso albergo contro il quale come ente ci si era costituiti parte civile. Avvenne che la Mediterranea srl e cioè la società che gestisce ed ha costruito il mega albergo di Fiuzzi a Praia a Mare ricevette un contributo da parte della Regione Calabria di ben 1.289.291 euro a fondo perduto . L’avviso pubblico , dove leggiamo del finanziamento è il n  N. 2685 del 31/03/2011 ed ha come  oggetto: AVVISO  PUBBLICO  PER LA SELEZIONE  E IL FINANZIAMENTO DI PIANI DI INVESTIMENTI PRODUTTIVI PER IL SOSTEGNO DELLE NUOVE INIZIATIVE IMPRENDITORIALI TURISTICHE ALL’INTERNO DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE REGIONALI.-SETTORE D’INTERVENTO:-“NUOVA  ATTIVITA’ RICETTIVA”. – APPROVAZIONE GRADUATORIA.  Questi finanziamenti per un totale di 18 milioni di euro riguardano  Birrerie ,pub, pizzerie, agenzie di viaggio , b & b , imprese edili.  Insomma come si dice in questi casi: il crimine paga.

Con il convegno del 1° aprile ( speriamo nello scherzo che i professori dell’Università gli faranno dopo aver letto questo articolo)  il sindaco Praticò metterà la parola fine sulle vicende dell’albergo Borgo di Fiuzzi sdoganandolo definitivamente da ogni infamia di abusivismo alla calabrese.

 


Commenti



2 Commenti

  1.    sex on 3 Settembre 2017 06:48

    sex…

    L’ossimoro del sindaco Praticò : scirocco…

  2.    espionner snapchat on 26 Ottobre 2017 14:18

    espionner snapchat…

    L’ossimoro del sindaco Praticò : scirocco…

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