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Calabria. Un commissario ai rifiuti….RIFIUTATO !

la discarica a Scala Coeli

In Calabria ci dobbiamo sempre distinguere, come si usa dire in gergo, ci dobbiamo far conoscere. In tutte le regioni d’Italia si potenziano gli ospedali e noi li chiudiamo, si protegge il paesaggio con iniziative nelle quali fanno intervenire le scuole e noi lo distruggiamo, ovunque fanno il riciclaggio dei rifiuti e una raccolta differenziata spinta e noi invece continuiamo ad aprire nuove discariche. In più e questo , davvero rasenta il ridicolo, il commissario per l’emergenza ambientale è dal 1 gennaio 2012 senza poteri e continua ad emettere sentenze, che sono illegittime e di conseguenza nulle. Lo dice anche la Corte dei Conti , sez.regionale di Controllo per la Calabria che si è pronunciata in merito dichiarando nulle tutte le ordinanze emanate dal commissario delegato dott. Vincenzo Maria Speranza. La deliberazione della Corte dei Conti è la n.6 del 13 febbraio 2012 . Ed è chiara in proposito in quanto scrivein considerazione del fatto che lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti urbani nel territorio della Regione Calabria non è stato prorogato oltre il 31 dicembre 2011 con atto idoneo (…), il Commissario delegato, a decorrere dal 1 gennaio 2012, risulta privo del potere di agire in materia. (…) Conseguentemente, gli atti in esame sono da considerarsi “tamquam non essent”.Ed aggiunge che : “alla scadenza dello stato di emergenza medesimo ogni potere in materia spetta non più al Commissario ma agli enti ordinariamente competenti”. Come si sono mossi la politica, la regione ,le provincie di fronte a questo chiaro proposito della Corte dei Conti, peraltro ben conosciuto dagli addetti ai lavori dal momento che il commissariamento non era stato rinnovato allo scadere del 31 dicembre del 2011 ?  Con il silenzio. E ci si chiede, chi pagherà tute le spese che l’ufficio commissariamento continua ad avere, dagli stipendi della mastodontica struttura a quelle esterne ? nessuno lo sa ed assistiamo al solito balletto di responsabilità, mentre molti comuni si trovano a gestire discariche apertamente illegali non conformi alle leggi, e fatte contro la volontà dei cittadini, dei sindaci stessi. Eclatante è il caso della discarica aperta a Scala Coeli. Qui tutti , dal sindaco ai comitati ambientalisti, a semplici cittadini, sono in lotta contro questo ecomostro aperto in aperta montagna ed in un luogo bellissimo dal punto di vista paesaggistico. Addirittura nei giorni scorsi si è verificato un increscioso fatto proprio davanti ai cancelli della discarica dove cittadini ed ambientalisti, con il sindaco in testa si erano recati per l’arrivo degli ispettori dell’ARPACAL, chiamati per un sopralluogo. Ebbene la ditta che gestisce la discarica, la Bieco, la stessa che gestisce la discarica di Rossano e che mi ha querelato per una mia inchiesta su come veniva gestita la discarica ( prossima udienza il 2 aprile), non ha voluto far entrare il sindaco. Un fatto che la dice lunga su come si vogliono gestire questi siti, che vorrebbero diventassero zone franche senza alcun controllo su cosa vi entra. Ed in una terra come la nostra dove rifiuti tossici vengono seppelliti anche sotto i marciapiedi delle nostre abitazioni lascia pensare. Ed a seguito delle numerose proteste ecco arrivare la sospensione del  Dipartimento politiche ambientali della Regione Calabria.

Secondo un comunicato dell’Associazione Le Lampare, nata proprio per contestare la discarica “si sarebbero accorti che la discarica non  ha strade di accesso, visto che l’unica strada di accesso, è la strada comunale Capoferro-Cordarella, non percorribile tutto l’anno e totalmente impraticabile, sulla quale sono stati anche commessi degli abusi di ogni specie. Percorribilità, lo ricordiamo, che da prescrizione progettuale, deve essere garantita tutto l’anno. Solo per fare degli esempi – scrivono gli ambientalisti –  sulla strada comunale Capoferro-Cordarella sono stati realizzati indebitamente e abusivamente, dei tombini: il piazzale antistante la discarica rientra in una delle particelle comunali (anche per quanto riguarda questa area, c’è un’appropriazione indebita). Il movimento- concludono-  Le Lampare,La RDT F. NISTICO’, i Cittadini, sono ancora in attesa dell’Ordinanza di sequestro delle aree comunali in cui sono stati fatti lavori senza alcun tipo di autorizzazione. Sindaco Salvato cosa aspetti? Tutto ciò doveva essere stato già fatto nel corso della scorsa settimana!! Bisogna, come annunciato, ordinare il ripristino dello stato dei luoghi, in quanto siamo di fronte, parole dello stesso sindaco, ad una appropriazione indebita di porzioni di aree di competenza comunale! Si sta perpretando altresì, un reato permanente e continuativo.  Identica situazione per quanto riguarda la querela congiunta dei sindaci per i fatti riguardanti la giornata del sopralluogo Arpacal, del 29 Febbraio 2012!! Sindaci cosa state aspettando? I movimenti, le associazioni stanno facendo il loro compito,ora tocca alla politica e al coordinamento dei Sindaci, in primis, utilizzare gli strumenti legittimi!! DALLE PAROLE AI FATTI!! LE ISTITUZIONI LOCALI, PROVINCIALI E REGIONALI  SI ADOPERINO FATTIVAMENTE AFFINCHE’ L’AUTORIZZAZIONE TANTO “ALLEGRAMENTE ” RILASCIATA VENGA REVOCATA DEFINITIVAMENTE”.

Quindi al caos istituzionale dei rifiuti in Calabria si aggiungono queste situazioni di lotta. Tutto questo perché manca un piano regionale dei rifiuti che venga assunto responsabilmente dalla politica, dagli amministratori e che abbia una unica strada quella del completo riciclaggio, della raccolta differenziata spinta che produca non solo ambiente pulito ma migliaia di posti di lavoro e cacci definitivamente le cosche dalla gestione dei rifiuti.

La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” sente il dovere di denunciare questa chiara volontà di far continuare l’Emergenza rifiuti in Calabria. Chiede a tutte le amministrazioni locali di rispedire al mittente ordinanze e atti provenienti dall’Ufficio del Commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria, di ricorrere contro gli atti emanati in assoluta carenza di potere dallo stesso dal primo gennaio 2012, di esimersi dal pagare le economie richieste, di chiedere l’avvio di una fase di discussione del piano regionale e dei rispettivi piani provinciali per lo smaltimento dei rifiuti, tenendo bene a mente migliori richieste del popolo calabrese che pretende: raccolta differenziata porta a porta in tutti i comuni, impianti di selezione, compostaggio,  riciclaggio e riuso, riduzione dei rifiuti alla fonte e bonifica di tutti i siti inquinati.

Il vergognoso silenzio dell’assessore regionale all’ambiente, Franco Pugliano, sulle illegittime ordinanze emesse dal Commissario ci preoccupa ed al contempo ci inquieta, per questo motivo la Rete Difesa del Territorio chiede a tutti i consiglieri regionali, di maggioranza e di minoranza, di assumere una posizione chiara ed inequivocabile sulla vicenda, anche presentando un’interrogazione al governatore Scopelliti e all’assessore Pugliano che sino ad oggi “pare” ignorino di avere pieni poteri in materia di rifiuti.

su MEZZOEURO del 24 marzo 2012

 

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