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San Calogero. La vera emergenza in Calabria sono i rifiuti tossici

la Fornace Tranquilla a San Calogero (VV)

la Fornace Tranquilla a San Calogero (VV)

Si parla di inquinamento del mare e si pensa subito ai depuratori che non funzionano. Si parla di turismo e si pensa subito al mare che deve essere pulito per forza. E’ il pensiero fisso di tutti gli amministratori regionali, comunali e provinciali. L’idea che il turismo si possa incentivare solo vendendo mare pulito, poi il resto può anche perire e deperire.  Ci si muove solo ed  esclusivamente  per  far bere il mare ai turisti e salvare così la faccia dimostrando l’efficienza calabrese nel sapere gestire il flusso turistico scemato quest’anno del 30 per cento e forse anche di più. Il governatore Scopelliti, a proposito, sta girando la Calabria in lungo ed in largo promettendo l’estate del sorriso,  mettendo “navette” ,  a disposizione di quei pochi turisti che sbarcheranno all’aereoporto di Lametia.  Ed immaginiamo già  tutti,  queste navette strapiene di turisti che partono da Lametia verso il tirreno, lo ionio,l’Aspromonte, la Sila, nonostante il vistoso calo di presenze. Poi basta fare qualche riverniciatura a destra ed a sinistra, ricoprire qualche buca sulla variante jonica e tirrenica, rimettere a posto qualche guardarail, sostituire qualche cartello stradale senza fori di proiettili, fare una preghiera alla ‘ndrangheta per non ammazzare nessuno in questo periodo, pagare milioni di euro per una pubblicità demenziale come quella sui bronzi di Riace in versione fumetto e l’estate è fatta.  Sarà soddisfatto Scopelliti e con lui tutti il codazzo politico amministrativo. Ma davvero ancora c’è qualcuno che pensa che l’estate sia la panacea di tutti i mali della nostra regione ? Ancora c’è qualcuno che pensa che il turismo possa portare quella ricchezza di cui si parlava sin dall’inizio degli anni 70 quando si permise impunemente  il massacro dell’agricoltura calabrese  e dell’artigianato  assi portanti della nostra economia per secoli , senza mai essere arrivata ? L’abbiamo vista la ricchezza, quella dei patrimoni immobiliari che stanno sequestrando alle famiglie ‘ndranghetiste, fatta  di alberghi, discoteche e villaggi turistici. Quanto si dovrà aspettare perché qualcuno possa dire finalmente, abbiamo sbagliato tutto, ci vuole un ritorno al passato per riprendere le fila della nostra economia e ridistribuire la ricchezza ancora esistente e che consiste nell’ambiente, nella natura, nelle risorse agricole ed artigianali che ancora possiamo tirare fuori. Per rimettere in moto tutto, oggi più di ieri,  c’è bisogno di nuovi piani regionali, in materia di difesa del paesaggio, del recupero delle aree devastate dal cemento, dell’abbattimento dei palazzi, del rilancio dei parchi regionali sia marini che terrestri con grossi investimenti, e poi  un piano vero   sia in materia di gestione di rifiuti che di bonifica dei territori inquinati. Il presidente della regione deve prendere atto che metà del territorio calabrese è stato , ed è, inquinato non dal depuratore che sversa la sua fogna ( che certamente va risanato), ma da tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici, che producono, oggi come ieri, decine e decine di morti per tumore. Ci dobbiamo preoccupare del  turista che si arrabbia per la scia giallastra che ogni giorno proviene da qualche depuratore in tilt, e da qualche sversamento abusivo di qualche auto spurgo, o piuttosto che del cittadino che per 12 mesi all’ anno è sotto attacco tumorale per i veleni sotterrati nelle vicinanze della sua casa, per gli alimenti che circolano provenienti da terreni contaminati o da mari con carrrette affondate ?  Nella sibaritide non funziona qualche depuratore ? e le 35 mila tonnellate di ferriti di zinco sono forse meno pericolose ? il mare tirreno è pulito , ma ogni tanto escono macchie giallastre e verdognole, ed il governatore ci tranquillizza dicendoci che sono alghe .  Le cose così funzionano in Calabria, ma quindi di cosa ci dobbiamo preoccupare nel  tirreno cosentino ? delle “alghe” di Scopelliti o delle mancate bonifiche nel fiume Olivo ( centomila metri cubi accertati dalla procura di Paola di rifiuti e fanghi velenosi) , nel terreno della Marlane a Praia a mare pieno di cromo VI esavalente, o dei sversamenti notturni  che si fanno nel fiume Noce  ? Ed a Crotone il problema sarà qualche depuratore mal funzionante o una città intera costruita con il materiale tossico proveniente dalla Pertusola ?  Ed ecco infine , a dimostrazione di quanto detto e scritto più volte, nel pieno dell’estate fallita, nel pieno delle dichiarazioni al sorriso di Scopelliti e delle sue navette spaziali, lo scoppio di una inchiesta fatta dalla Guardia di Finanza di Vibo e dal Procuratore Mario Spagnuolo. Una banda di criminali ha sotterrato dal 2000 al 2007 ben 135 mila tonnellate di rifiuti tossici all’interno di una fabbrica dismessa , chiamata eufemisticamente la ”Fornace Tranquilla” , nel territorio di San Calogero in provincia di Vibo Valentia. Nel terreno della fabbrica sono stati interrati rifiuti provenienti dalle centrali Enel a carbone di Brindisi, Priolo Gargallo (Siracusa) e Palermo. Si parla di rifiuti velenosi contenenti  nichel, vanadio, selenio, cromo, stagno,solfuri, fluoruri, cloruro, elementi pericolosi sia per la terra che per la dispersione nell’aria. L’aera infestata ed interessata ai sotterramenti è di circa 150 mila mq, pari a dieci campi di calcio. Le persone che la Guardia di Finanza ha indagato sono 18 e fra questi anche due dipendenti della Provincia di Vibo che davano falsi permessi per i trasporti dei veleni provenienti dalla Sicilia e dalla Puglia.  Le 18 persone sono indagate per associazione a delinquere finalizzata al traffico ed all’illecito smaltimento di oltre 135 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, per  disastro ambientale con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica, per l’avvelenamento di acque e di sostanze alimentari, per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale  ed per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico nonché per l’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, e per  attività organizzate al fine di  traffico illecito di rifiuti. Fra questi anche i dirigenti delle centrali dell’Enel. Ci sarà anche un indagine governativa su questi dirigenti dell’Enel dal momento che il Ministero delle Economie e delle Finanze ha ilo 21% delle azioni ? e l’Enel che propaganda l’ecologia delle sue centrali a carbone , cosiddetto pulito, non si preoccupava di dove finivano gli scarti delle sue centrali ? E’ possibile che nessuno ne sapesse niente ?   Proprio a proposito della centrale Enel di Brindisi leggiamo  che si  tratta di un “prototipo” con cui Enel avvia il primo test della tecnologia “azzera-emissioni” sostenuta dall’Europa (che ha finanziato con 100 milioni il progetto pilota di Brindisi, che entrerà in esercizio dal 2012, e le attività preliminari alla realizzazione di un impianto dimostrativo a Porto Tolle, dove ci sarà la prima applicazione su scala industriale). Il progetto, realizzato nell’ambito di un accordo con Eni, prevede trasporto e stoccaggio della co2 “catturata” a Brindisi presso il sito di Cortemaggiore (Piacenza) della società petrolifera, dove sarà “iniettata e immagazzinata” nel sottosuolo, in un giacimento di gas esaurito e già utilizzato per lo stoccaggio di metano.  Per l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, “è un passo importante nello sviluppo delle nuove tecnologie su cui si costruirà il futuro energetico del mondo”; con rinnovabili e nucleare questo tipo di tecnologia, che permette di continuare ad utilizzare combustibili fossili eliminando “drasticamente” le emissioni di Co2 (non nocive ma tra le cause principali dell’effetto serra), “sarà – dice Conti – una delle risposte vincenti alla sfida di avere energia abbondante rispettosa dell’ambiente”. Inoltre, “in Italia – sottolinea – con un mix equilibrato costituito da fonti rinnovabili, carbone pulito, nucleare e gas, potremmo ridurre la bolletta delle famiglie e delle imprese, allineandoci agli altri Paesi europei”. Questa è, secondo Conti, una delle “risposte vincenti” da affiancare a nucleare e rinnovabili per avere energia ‘abbondante e “rispettosa dell’ambiente”.

A parole sono proprio bravi ad imbrogliare la testa della gente che crede in queste cosiddette energie pulite. Ma  questo è un copione che in Calabria lo abbiamo già visto e sperimentato. Successe già nel 1989 e la zona interessata fu anche in quel caso una fornace dismessa in territorio di Scalea, contrada sant’Angelo. Anche in quel caso, camion provenienti da fuori regione vi stavano per seppellire medicinali e scarti provenienti dagli ospedali. Forse dovevano essere bruciati , forse sotterrati. Fu solo il  caso che fece scoprire il traffico e portare all’arresto una decina di persone fra le quali funzionari amministrativi della Regione Calabria. Fu il primo caso scoperto in Calabria ed a quanto pare non l’ultimo. Ecco venire fuori quindi la vera emergenza calabrese. E’ di queste cose che dovrebbero preoccuparsi i sindaci e i nostri governanti . E’ qui, in questo traffico che la ‘ndrangheta prospera e lo scrivono da anni non solo tutte le associazioni ambientaliste nazionali ed internazionali ma anche  le stesse commissioni parlamentari  d’inchiesta istituite da vari governi in materia di rifiuti. La Calabria è terra di rifiuti tossici perché si riesce sempre ad avere l’autorizzazione necessaria , il permesso al posto giusto, e soprattutto il luogo dove portare i veleni. Chiediamoci questi camion provenienti dalla Puglia e dalla Sicilia come hanno potuto circolare senza essere minimamente mai fermati ? Chiediamoci come è stato possibile per 7 anni di fila a sotterrare rifiuti senza che nella zona attorno alla fabbrica qualcuno vedesse, sentisse, i movimenti di camion e ruspe ?  Per altro questi reati di natura ambientale  non prevedono neanche l’arresto , essendo stati depenalizzati dal primo governo Berlusconi e quindi le 18 persone la faranno franca. Anche perchè fino a quando si istruirà un processo, interverrà una prescrizione, così come è già avvenuto per il processo sulle ferriti di zinco seppellite nella sibaritide. Se le 18 persone fossero state sorprese ad innaffiare due piantine di marijuana in quel terreno, ripeto due sole piantine, sarebbero state arrestate tutte !  E’ così che va l’Italia.  Per questo è il più bel paese del mondo. Naturalmente per i criminali non per la gente comune.

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