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Amantea un anno dopo

Mare da bere

Cosa resta della grande manifestazione di Amantea, dell’ottobre dell’anno scorso, con 35 mila persone giunte da tutta la Calabria in una giornata di tempesta ?  Niente.  Tutta quella gente è svanita nel nulla. E’ ritornata alle proprie faccende domestiche, ai banchi di scuola, dietro le vetrine dei propri negozi, sugli scranni dei consigli comunali. Molti di loro saranno andati il 24 settembre scorso a Reggio Calabria a manifestare contro la ‘ndrangheta richiamati dall’appello del Quotidiano della Calabria. Ma il resto ? Quelli dietro gli striscioni che chiedevano verità sulla Jolly Rosso, o quelli che richiamavano alle bonifiche  nella valle dell’Oliva, nel cassanese, nella Pertusola di Crotone, nella Marlane di Praia ? Mi dicono ad Amantea che non ne vogliono sentire parlare più di quei veleni . Che quella manifestazione li ha rovinati. Ha rovinato il commercio, la pesca, l’agricoltura, il turismo negli alberghi.  E insistono in molti a dire che era tutta una bufala. Semmai costruita ad arte per favorire le industrie turistiche del nord.  La solita dietrologia, il solito complottismo di noi calabresi, del “ Ce l‘hanno tutti con noi”. E sì,  ci invidiano, perché siamo alti, belli e con gli occhi azzurri. In effetti quello che si dice ad Amantea , non si dice solo lì, e vale per tutti gli altri luoghi della Calabria colpiti dalla ‘ndrangheta e dai rifiuti nascosti. Se vai a Paola e parli del dott. Stancato tutti ne parlano bene, è una brava persona, dicono, si da da fare per la Calabria ,ed  ora è dirigente del  Partito repubblicano, dopo averne cambiati una decina , e se venne coinvolto, dicono sempre a Paola,  nella vicenda dei rifiuti tossici sotterrati a Cassano è stata solo per una cattiva interpretazione da parte dei giudici , sicuramente comunisti, di una sua delibera. Ora tutto è stato archiviato e prescritto, che ne parliamo a fare. E lo stesso se vai a Praia a mare e cerchi di parlare del sindaco Lomonaco coinvolto ed indagato nell’affare dei morti della Marlane. Ma che c’entra lui in tutto questo. E’ stato solo un dirigente ed esperto chimico dell’azienda. Che ne poteva sapere dei coloranti chimici che gli operai usavano con le mani e senza mascherine. L’opposizione anche qui non ne parla. C’è Antonio Praticò, l’ex sindaco,  che cerca di fargli  le scarpe e che vorrebbe ritornare e governare il comune. Si è vero anche lui è stato nella Marlane, ma è stato un sindacalista. Lui aiutava gli operai, dice, non è mai stato dirigente di niente, si prendeva solo una caterva di voti, giusto per essere sindaco di Praia per un decennio, per poi passare il testimone al fratello Biagio mentre lui faceva il consigliere provinciale nel centrosinistra, e difatti non risulta fra gli indagati. Ed a Crotone, con chi te la prendi ? Grandi indagini, grandi scoperte dei carabinieri, ma i responsabili o i presunti tali, sono tutti in libertà. Si prendono il caffè insieme ai malati di tumore ogni mattina negli stessi bar del centro, e semmai glie e lo offrono pure. Quello che è fatto è fatto oramai. Mettiamoci una pietra sopra, basta che non sia fatta in “cubilot”. Lo stesso a  Cassano. Sono stati sotterrati ben 35 mila tonnellate di ferrite di zinco. Ed allora ? Adesso faranno anche la bonifica. La ditta è una che se ne intende di queste cose, sa come si fa a dissotterrare rifiuti tossici. Insomma la gente non ne vuole sapere di tutte queste cose e ad Amantea  non vuole fare più niente. Vogliono rassicuratori e basta. Gente che dica che tutto va bene signora Marchesa, e che bisogna pensare al futuro, specialmente alle prossime elezioni comunali dove già diversi personaggi ben allocati si stanno muovendo e preparando. Seguiremo la campagna elettorale, ma già la possiamo immaginare, tutta tesa a rilanciare il turismo ad Amantea e quindi non parlarne più di veleni. E nel fiume Oliva ? Dovrebbero uscire le analisi a giorni. Lo ha detto il procuratore capo del tribunale di Paola, Bruno Giordano . La questione sarà su in cosa consistono i rifiuti sotterrati nel fiume. Perché di sotterrare lo sono stati, e questo è assodato. Parliamo di centomila metri cubi di materiale. Materiale industriale ? Tossico? Radioattivo ? Comunque sia , veleni di certo, che dovranno essere bonificati e subito. Quello che dovrebbero capire i rassicuratori è proprio questo concetto molto semplice. Più si nasconde la verità, più si alimentano dubbi. Dubbi che hanno tutti coloro che in un modo o nell’altro si occupano di queste vicende. La stessa Dda di Catanzaro non ha inteso chiudere ancora l’inchiesta sulla Cunsky proprio perché vuole vederci chiaro su alcune alghe raccolte sul relitto , ora diventato Catania.  Dubbi che possono essere definitivamente diradati se con chiarezza ed onestà intellettuale  si lavora in questo senso.  Gli unici ad alzare ancora la bandiera della verità sono le associazioni ambientaliste che si sono riunite in un’unica rete dedicata a Franco Nisticò, quello che morì sul palco a Villa san Giovanni durante una manifestazione contro la costruzione del ponte sullo stretto. Questi insistono ancora , organizzano convegni, dibattiti, pubblicazioni, forum. Il prossimo avverrà a Crotone il 30 ottobre prossimo. Sarà imperniato sui veleni prodotti dalla Pertusola  e non solo quelli. Si parlerà ancora una volta di navi dei veleni, di Marlane, di ferriti di zinco. Il problema resta quello di sempre e che abbiamo detto all’inizio di questo articolo: chi li ascolterà ?

La Notte di santa lucia copertina

PRESENTAZIONI- Venerdi’ 22 ottobre ore 18,30 Hotel Mediterraneo Amantea

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