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Ultras di Amantea e Jolly Rosso

 

 

Quando ho visto lo striscione allo stadio sulla Jolly Rosso, ho avuto un tremito in tutto il corpo. Come se un velo che si è sempre tenuto davanti agli occhi della gente si fosse improvvisamente tolto e rivelata così tutta la verità. Una verità che si è sempre voluto nascondere , una vergogna nera come recita giustamente lo striscione. Una verità, sempre negata e iniziata quella notte del 14 dicembre 1990 quando la nave Jolly Rosso della compagnia Messina si arenò sulla spiaggia di Campora San Giovanni nei pressi di Amantea. Una nave che sin da subito era chiaro fosse piena di qualcosa che non poteva rivelare. Una nave che doveva essere affondata al largo di Paola , come ins seguito avrebbe rivelato un pentito di mafia. Erano partiti dal porto di Cetraro , disse ai magistrati il pentito, protetti dai boss locali. Unica missione affondare la jolly Rosso con tutto il suo carico. Un pentito poco credibile per i suoi trascorsi ad accusare politici e altri boss, ma in ogni caso che andrebbe verificato dal momento che il racconto risultava abbastanza dettagliato e coincidente con altre notizie che erano in possesso solo degli investigatori.  Evidentemente anche in questo caso non si vuole andare troppo a fondo della questione. L’affondamento comunque non risucì e dopo che l’equipaggio venne messo in salvo dalla capitaneria di porto di Vibo la nave spiaggiò . Quella pomeriggio e la sera e tutta la notte camion fecero da spola fra la nave piaggiata, e alcuni siti segreti. Era stato aperto un varco sul lato della nave che dava sulla spiaggia e da lì uscì tutto ciò che vi era dentro. La mattina successiva si presentarono le istituzioni. Nessuno aveva controllato lo scarico ed ora la nave era vuota se non in alcuni container anch’essi vuoti. Il primo a salire fu il comandante di vascello Bellantone. La sua testimonianza è molto importante. Bellantone disse agli investigatori che sulla plancia di comando vide delle mappe nella quale erano indicate dei punti dove erano state affondate altre navi. Vide dei progetti della Comerio, il famoso armatore, sospettato di trafficare con navi e viaggi misteriosi nei paesi del terzo mondo. Bellantone disse cose che ancora oggi sono sotto segreto istruttorio, ma che possiamo comunque immaginare. L’altra persona che salì subito con bellantone, è un nome a noi ben conosciuto. Era un giovane magistrato, di nome Domenico Fiordalisi. Era già famoso per come aveva condotto la tragica storia della giovane Lanzino assassinata proprio a pochi chilometri da Campora san Giovanni. Un’inchiesta fatta di troppi errori che portarono all’assoluzione completa dei primi indagati e a non poter più scoprire i colpevoli. Il giovane Fiordalisi non si accorge di nulla. Non si sa nemmeno se abbia messo realmente piede su quella nave e tutti si chiedono a questo punto se il comandante Bellantone abbia avuto delle allucinazioni su quella nave. Per il  giovane Fiordalisi il caso va quindi archiviato e nel giro di pochi mesi lo fa. Anzi fa di più. Concede la possibilità agli armatori di smantellare la nave e da il via alla gara di appalto vinta da una società straniera, la quale però dopo pochi giorni recede misteriosamente dall’appalto vinto, che passa ad una società di Crotone. La pistola fumante, come direbbe Bush, viene ridotta a ferraglia e dispersa per chissà dove. A distanza di 14 anni , l’unico processo che si celebrerà sarà quello per occupazione abusiva di demanio marittimo. E’ il trionfo della satira, dell’ironia, della giustizia alla calabrese. Gli armatori della nave saranno tutti assolti dal reato di occupazione abusiva di terreno demaniale. Ed il resto dell’inchiesta dove è finita ? Per esempio quella sulla morte misteriosa del capitano De Grazia. Un capitano molto coraggioso e soprattutto onesto,  che collaborando con la procura di Reggio Calabria girava in lungo e in largo l’Italia e l’Africa seguendo come un segugio le rotte delle navi dei trafficanti di rifiuti tossici. Morì d’infarto il 12 dicembre del 1995 in un autogrill mentre si recava a La Spezia , per interrogare alcuni marinai dell’equipaggiod elal Jolly Rosso, dopo essere passato da Amantea . Con chi aveva parlato ? Cosa sapeva ? Anche in questo caso tutto venne archiviato. Come venne archiviato e occultato il fascicolo della Jolly Rosso. Per sbaglio,  quando il magistrato Francesco Neri della Procura di Reggio Calabria richiese i fascicoli della Jolly Rosso questi finirono nel tribunale di Lametia e vi restarono per circa dieci anni. Il PM Neri indagava su altri misteriosi affondamenti, circa una trentina avvenuti tutti nel mar mediterraneo, molti di questi lungo le coste calabresi. La Jolly Rosso era l’unico caso di spiaggiamento dopo un’altra nave che doveva affondare al largo della costa siciliana e finì integra sulle coste tunisine. Pochi mesi fa il ritrovamento di due aree da parte dei Nas diretti dal PM Francesco Greco della Procura di Paola. In queste due aree, una nel fiume Oliva di amantea , l’altra in un terreno a Serra d’Aiello potrebbero essere sepolti i rifiuti della Jolly Rosso. Gli investigatori si dicono fiduciosi su quei ritrovamenti e si è anche avviata una bonifica che si è subito arenata. Ci sono pareri discordi , fra varie autorità comunali e regionali su cosa fare. Scavare e portare tutto fuori , o cementare tutto dopo una buona   impermeabilizzazione del terreno ? Si ha l’impressione che anche in questo caso, la famosa pistola fumante si voglia lasciare sotterrata come tutta la verità sulle navi fantasma. Una storia cominciata esattamente  nel giugno del 1987 quando a La Spezia vennero imbarcate 200 mila tonnellate di rifiuti tossici, destinazione Guinea Equatoriale. Nello stesso periodo la Rigel partita dalla vicinissima Marina di Carrara per l’ultimo viaggio, affonda il 21 settembre davanti alla costa campana. Venti persone sono processate per naufragio doloso.  E poi la Radhost, la Latvia, e la "Jolly Nero", tutte partite tra gennaio e ottobre del 1988 per l’Africa.  Il 18 gennaio del 1989 direttamente da Beirut attracca la "Jolly Rosso" con un carico di 4000 bidoni. Per quattro anni e mezzo il materiale tossico e’ stoccato alla Spezia poi il 9 luglio del 1993 riparte.  Il 5 marzo del 1994 arriva alla Spezia dal Libano la "Jolly Rubino" con materiale ferroso proveniente dall’ex unione sovietica, con destinazione Sudafrica. In otto containers e’ misurata una radioattivita’ di 600 bequerel. Sessanta di quei fusti tossici andranno poi in Austria dopo il transito in Sudafrica. E’ chiaro che il giro di soldi è enorme ed anche fin troppo chiaro che per fare questo tipo di traffico c’è bisogno dell’aiuto della ndrangheta, di pezzi interi delle istituzioni e di magistrati e controllori compiacenti. Devo infine ringraziare gli ultras di Amantea Ovunque che con l’esposizione degli striscioni hanno dimostrato coraggio prima di tutto , grande sensibilità e la lampante dimostrazione che tifo,calcio e problematiche sociali possono andare bene di pari passo !

 

su TAM TAM mese di Dicembre

  1. Amantea Ovunque 1986
    3 Dicembre 2008 a 16:23 | #1

    Jolly Rosso e Norcia da Cosenza Sport

    TUTTA LA VERITA’ DEGLI ULTRAS IN UNA LETTERA APERTA : ” Siamo nauseati da questa giustizia”.

    AMANTEA , NAVI E SCIACALLI

    Lo striscione esposto da noi ragazzi di Amantea che seguiamo le vicende del Cosenza calcio praticamente da una vita domenica scorsa allo stadio S.Vito, com’era

    facilmente prevedibiie, ha ,ha attirato l’attenzione dei media locali conquistando spazi sui giornali e televisioni che non si sono persi l’occasione di tornare a parlare

    dell’ intricato e mai risolto caso “Jolly Rosso”. E’ normale che il clamore suscitato dallo striscione sia un qualcosa che ci fa piacere, ma non possaimo non far rilevare

    che certa stampa proprio non riesce a fare a ameno di basse operaazioni di sciacallaggio. Jolly Rosso…vergogna nera. Amantea: decine di tumori per una nave affondata…gli ultras pagano per una scazzottata!: C’era scritto sullo striscione a voler evidenziare due fatti di cronaca {diversi per carità) ch.e ci hanno visti entrambi coinvolti, il primo perché in quanto cittadini di Amantea

    siamo, purtroppo, comunque esposti agli effetti nefasti che esso ha provocato, il secondo perché ci ha visti coinvolti direttamente e per il quale abbiamo pagato, stiamo pagando e paghere-

    mo ancora. Ci colpisce, ma non ci sorprende (non siamo così sprovveduti) che quasi tutti i giornalist! (eccetto qualche lodevole mosca bianca) abbiano evidenziato un aspetto

    dello striscione, dimenticandosi completamente dell’altro ( ma giustamente sono quelli che dopo Norcia ci hanno etichettato come belve, non preoccupandosi, per esempio minimamente

    di sentire la nostra versione dei fatti). . Noi, con lo striscione, per la parte attinente alla Jolly Rosso abbiamo solo voluto rinverdire una denuncia di cui spesso ci si dimentica,

    salvo poi disseppellirla ad intermittenza, magari, solo per fare un pò di notizia… e intanto nella zona di Amantea,.. le morti per tumori sono aumentate in modo esponenziale….certo non sta a noi trarre delle conclusioni. Del resto gli elementi per fare di questa vicenda “interessante” e da non dimenticare ci sono tutti. C’è una nave affondata (la Jolly Rosso, appunto) nel mare antistante

    una frazione del territorio di Amantea (la sera del 14 dicembre 1990). Ci sono le inchieste, non di una ma di più procure. C’è un capitano di corvetta. Natale De Grazia,

    che mentre si reca a La Spzia per indagare su questo e altri casi di navi sospette muore così…senza un perchè. Ci sono addirittura pentiti che hanno parlato diffusamente e non si capisce

    perché se sono credibili per altre inchieste non possano esserlo per questa. C’è un comitato sorto appositamente che dopo un iniziale fervore pare sia andato affievolendosi nelle sue attività. E

    ci sono, per quanto ci riguarda, i numerosi ed esaudienti articoli scritti su questa vicenda da Francesco Cirillo, che tanti dovrebbero leggere con più attenzione… Non spetta quindi certo a noi, pic-

    coli ultras di provincia, dare delle risposte, noi potevamo solo contribuire a tenere accessa una fiammella e questo abbiamo fatto. A noi preme in verità, anche, spendere due parole sui fatti di Nor-

    cia e su tutto quello che ne è conseguito perché fino ad ora, essendo alcuni di noi ancora sotto giudizio, siamo rimasti in religioso e rispettoso silenzio, ma evidentemente questa scelta non pa-

    ga visto che ancora oggi, a tre mesi e passa di distanza continuano ad arrivarci addosso schizzi di fango da più parti. La nostra verità è rimasta inespressa perché nessuno ci ha permesso di espri-

    merla, ad ogni livello, ad iniziare dai giornalisti, per arrivare ai giudici che ci hanno fin qui giudicati. E la nostra verità è un pò diversa da quella che si è fatta passare, la nostra verità dice che a

    Norcia. pur riconoscendo di aver sbagliato (mai negato), siamo stati aggrediti e derisi da un gruppuscolo di razzisti senesi che, vigliaccamente, alla nostra reazione ha preferito darsela a gambe, fa-

    cendo apparire, appunto, la nostra umana reazione, quasi come un azione di guerra e questo ha dato vita a tutta una serie di incredibili equivoci ed anomalie che una semplice scazzottata non meritava

    Ad iniziare dall’arresto. Ci resta per esempio l’amaro dubbio che consegnandoci in una caserma diversa o in un posto di polizia diverso da quello in cui siamo andati lo avremmo evitato e questo non è una bella cosa in un paese avanzato e civile come l’Italia…altrimenti perchè solo noi ? ( e siamo felicissimi che non siano stati arrestati altri ragazzi , per carità non capite male) per continuare con il vergognoso linciaggio subito da giornali, politici ed avvoloti vari locali che ci hanno condannato a priori, a differenza di quanto successo ai ragazzi di Siena, che sono stati invece “protetti” dalla loro stampa e dai loro poìitici, fino a scomparire dalla cronaca, dalle foto e quant’altro….quasi che a Norcia ci fossimo picchiati da soli ! Per non parlare del processo penale da andare a fare a Spoleto con la procura di Paola che

    prima convalida l’arresto, emette un Daspo fino a processo e poi si dichiara incompetente passando l’incartamento a Spoleto appunto o della recente sentenza del TAR dell’Umbria che in risposta al nostro ricorso per il daspo, invece di limitarsi a rispondere sull’ammissibilità o meno del suddetto ricorso, entra nel merito dei fatti accaduti definendoci “soggetti tendenti alal violenza” oltre a condannarci al pagamento di tremila euro. neanche avessimo ammazzato qualcuno, rubato miliardi, compiuto stupri o atti di terrorismo, costituito un associazione mafiosa. Che amarezza !Speriamo almeno nel oprocesso penale da affrontare di trovare un giudice equo che ci giudichi solo per le accuse rimasteci e per la foto incriminata nella quale per inteso siamo immortalati con un normale spray antiraffreddore ( il cui spruzzio si vede benissimo non colpire nessuno) e una sottilissima asta di bandiera che qualcuno ( soprattutto certa stampa) ha voluto trasformar ein gas nervino e in una pesante mazza da baseball !!!Incredibile veramente .

    Sinceramente Amantea Ovunque 1986

  2. Fabio
    3 Dicembre 2008 a 16:24 | #2

    … lasciatemi esprimere gioia e felicità per l’articolo inviato da Francesco Cirillo a Claudio.”Gioia”,tra virgolette,appunto,trattandosi di un fatto serio e purtroppo irrisolto,ma se una persona competente,seria e profonda come il sig.Cirillo prendendo spunto dallo striscione esposto allo stadio sulla Jolly Rosso si sente di inviare un articolo e di scrivere ancora su questo tema,vuol dire che l’esposizione dello striscione al di là

    dell’effetto mediatico che lascia il tempo che trova,a qualcosa è servita,e di questo ne siamo doppiamente lieti….è l’ennesima dimostrazione che gli

    ultras spesso riescono a vedere anche oltre un gol o un fumogeno acceso.Fabio

  3. FORZA LUPI ! ! !
    4 Dicembre 2008 a 0:10 | #3

    Bravi ragazzi , avrei una proposta per il prossimo striscione , così magari capiscono meglio …

    VERITA’ SULLE NAVI RADIOATTIVE AFFONDATE !!!

    GIUSTIZIA PER ILARIA ALPI MIRAN HROVATIN E NATALE DE GRAZIA

    LA VERITA’ PRIMA O POI VERRA’ A GALLA !!!

  4. 4 Dicembre 2008 a 14:22 | #4

    Grande Cirillo, grandi i tifosi di Amantea…Speriamo che si faccia piena luce sulla vicenda.
    E spero soprattutto che l’aumento delle malattie in quella zona non sia una conseguenza dell’affondamento della Jolly Rosso…altrimenti vuol dire che questi criminali ormai possono anche decidere un genocidio…

    Anche io al San Vito ho avuto un sussulto quando è stato srotolato lo striscione…anche perchè è da un mese che ne parlo sul mio blog…
    Passateci se volete, nel penultimo post ho riportato lo striscione e difeso la Curva sud dai continui attacchi mediatici dei giornalisti-servi cosentini:

    http://atavicarabbiabruzia.splinder.com/post/19162125/Jolly+Rosso+vergogna+nera%2C+lo+

    Resistiamo e …Forza lupi

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